
Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, Damasco, la capitale della Siria, è caduta di fronte all’avanzata dei ribelli anti-Assad, partiti circa una settimana fa dal nord del paese, con l’intento di liberare la Siria dal regime della famiglia al-Assad.
Eppure, tutto ciò è passato più o meno in sordina, venendo oscurato da altri eventi sia nello stesso Medio Oriente, che nel resto del mondo.
Cerchiamo quindi di ricapitolare gli avvenimenti degli ultimi giorni in Siria.
Partiamo dal presentare la famiglia al-Assad, che governa la Siria da 54 anni (inizialmente con Hafez e poi dal 2000 fino ad ora con il figlio Bashar) attraverso il partito Ba’ath.
Secondo molti, il regime degli Assad è stato un regime dittatoriale a causa del sistema politico a partito unico, dell’introduzione di una nuova costituzione siriana imposta arbitrariamente dal regime e del suo carattere altamente autoritario (anche attraverso un’estensiva forza di polizia segreta e militarizzazione).
Il regime Assad era supportato a livello internazionale da Russia e Iran.
Parlando dei ribelli: Il gruppo è noto con il nome di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un’organizzazione politica paramilitare con una storia molto complicata.
L’HTS è nato nel 2017, attraverso la fusione di due gruppi che si erano staccati e opposti militarmente all’organizzazione Al-Qaeda, che avevano l’obiettivo di “liberare” la Siria dalla tirannia del partito Ba’ath.
Un sondaggio condotto nel 2017 dalla Laurentian University tra la popolazione siriana, indicava il basso consenso della popolazione verso il gruppo (solo il 33%), ma bisogna prendere in considerazione che sono dati vecchi e i consensi potrebbero essere cambiati. L’HTS è supportato dalla Turchia di Erdogan.
Ebbene finalmente l’HTS ha deciso che era il momento giusto di mettere veramente in atto il suo piano di attacco del regime, con i protettori di Assad occupati in altre faccende (la Russia occupata con l’Ucraina e l’Iran con l’offensiva israeliana in Libano). Così l’HTS ha conquistato, approfittando di questo contesto, quasi tutta la Siria. A nulla sono serviti gli sforzi dell’esercito siriano nel difendere Damasco, che è caduta in una sola notte.
Al momento della scrittura gli unici territori che l’HTS non controlla sono:
- Una piccola regione costiera del paese a nord-ovest, rimasta sotto il controllo delle forze governative siriane;
- Una grande zona a nord-est occupata dalle forze governative siriane amministrate dai Curdi;
- Una piccola zona confinante con Israele (che ha approfittato della confusione per occupare la regione);
- Alcune province sotto il controllo di altre forze separatiste ribelli.
Bisognerà aspettare per vedere cosa succederà ora che il longevo regime al-Assad è caduto. È certo che a “vincere” in questa situazione sia la Turchia, che allarga la sua sfera di potere in Medio Oriente. A pagare le conseguenze dell’influenza di Erdogan saranno probabilmente le comunità curde del paese, che sono però supportate dagli USA. A perderci sono invece Iran e Russia, che si privano di un ulteriore importante alleato della regione medio orientale.
Originally posted on IkaroKant - 23/12/2024